Via Ugo Foscolo, 15/4 - 16121 Genova
PEC: teo.delfini@pec.it
info@delfinilex.it
teodelfini@libero.it delfini@delfinilex.it        

Sulla c.d. “domanda trasversale”

Sulla c.d. “domanda trasversale”

Si definisce generalmente “domanda trasversale” (o riconvenzionale trasversale o domanda tra coevocati) quella proposta da un convenuto in giudizio nei confronti di altro convenuto.

Questa recente sentenza della Corte di Cassazione (cassazione-civile-I-ord-2021-12662) ripercorre il dibattito dottrinale e giurisprudenziale sulla questione e segna un punto di svolta rispetto all’orientamento prevalente sino ad oggi: la domanda rivolta da un convenuto verso altro non può essere assimilata alla riconvenzionale, ma piuttosto alla chiamata di terzo.

Le conseguenze pratiche sono evidenti e rilevantissime nella pratica: occorre a quel fine chiedere, in comparsa di risposta (e perentoriamente nel termine di legge di cui all’art. 166 c.p.c.) il differimento della prima udienza e quindi procedere alla notifica di atto contenente la domanda nuova nei confronti dell’altro convenuto (sostanzialmente analogo alla chiamata di terzo). E ciò non soltanto nei casi in cui l’azione trasversale si fonda su titolo diverso rispetto a quello dedotto in giudizio dall’attore (eventualità nella quale la necessità di chiamata specifica era già stata ravvisata da orientamento minoritario facente capo a Cass. Civ., Sez. III, 12/4/11 n. 8315).

Proprio per l’estrema importanza del tema e l’ampiezza delle conseguenze sul funzionamento del rito ordinario (quindi sul piano pratico per gli operatori), sul punto forse sarebbe auspicabile un intervento delle Sezioni Unite.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.